Calze Ileana Fimast

Calze Ileana: dai filati alle mascherine

L’azienda bresciana ha iniziato a produrre dispositivi di protezione per sopperire alla loro carenza per lavoratori e sanitari
Dispositivi di protezione di primo livello: l’azienda bresciana ha destinato 10 delle proprie macchine di produzione per la realizzazione di mascherine destinate al mondo delle imprese.

Così, in piena emergenza Covid-19, Manifatture Calze Ileana ha riconvertito alcuni macchinari interni per la realizzazione dei sempre più importanti e introvabili dispositivi di protezione, la cui mancanza per il personale medico sanitario e per i lavoratori, sta rischiando di aumentare l’epidemia. Non dispositivi medici ma antibatterici: le mascherine, come precisano dall’azienda, sono realizzate utilizzando una fibra antibatterica in poliammide con ioni di argento, che svolgono un’azione antibatterica. Nello specifico, la realtà leader nella produzione di calze, ha utilizzato un filato Q-Skin ed una poliammide italiana con ioni in argento per la realizzazione di maschere composte al 95% di Q-Skin e al 5 % Elastane. Dopo la produzione, la maschera viene lavata e sottoposta ad un trattamento tintoriale – Fresh Tech – che ne aumenta la prevenzione batterica.
Questi nuovi dispositivi creati dall’azienda sono certificati Oeko-Tex Standar 100 classe II e nella prima settimana Calze Ileana ne ha prodotti 6.000 pezzi, mentre oltre 2.000 sono attualmente in lavorazione e la prospettiva è quella diarrivare a 4.000 pezzi al giorno.
Le maschere sono state inoltre presentate a sindacati e medici del lavoro e accettate come presidi protettivi da distribuire ai dipendenti delle imprese ancora attività: non sono monouso ma possono essere lavate fino a 40° e re-indossate anche 20 volte.
Calze Ileana ha dichiarato di non voler approfittare dell’emergenza in corso, ma vuole sottolineare l’importanza dell’introduzione di criteri di agilità nel settore manifatturiero.

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